Fra i relatori che interverranno al “Weekend Meteorologico”, vi sarà anche il Professor Alessandro Ceppi, docente del corso di “Climate and Hydrology” e post-doc al Politecnico di Milano. Il prof. Ceppi si concentrerà, in particolare su fenomeni particolarmente estremi come le alluvioni e gli eventi siccitosi. L’attività di ricerca del Docente del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale di Milano si focalizza infatti sulla previsione delle precipitazioni in termini di quantità e di tempo che possono generare eventi alluvionali nei bacini idrografici. Grazie a strumenti di monitoraggio come stazioni meteorologiche e idrologiche, rilievi effettuati nel suolo e modelli fisico-matematici è possibile prevedere quanti mm di pioggia cadranno e soprattutto in quanto tempo. Questi studi sono assai necessari anche per l’agricoltura per una gestione parsimoniosa della risorsa idrica.

Il prof. Ceppi svilupperà la sua conferenza, riportando tre casi di studio: “Esondazioni e piene”, “Il sistema di monitoraggio delle risorse idriche per l’agricoltura” e “Il caso di buona gestione del Lago d’Idro”.

Domandiamo, quindi, al prof. Ceppi: “Il Vostro lavoro è molto importante in questi ultimi anni in cui questi fenomeni violenti sono in aumento. L’abbondante quantità di neve caduta durante l’inizio di questo inverno, alla sua fusione, aumenterà il pericolo di piene?

Prof. Ceppi: “Fino a qualche anno fa, le precipitazioni nevose raggiungevano il loro picco ad inizio primavera e la fusione avveniva verso maggio, garantendo la fruibilità dell’acqua per tutta l’estate. Negli ultimi anni invece la fusione avviene già ad inizio primavera, quando cadono anche le piogge più intense, portando così enormi quantità d’acqua in valle, che nei casi più estremi degenerano in esondazioni. Ecco, allora, l’importanza di prevedere questi fenomeni. Grazie agli strumenti citati, riusciamo a garantire una previsione con 24-36 ore di anticipo con modelli meteorologici deterministici e probabilistici. Naturalmente in bacini come quelli del Seveso, Lambro e Olona a Milano o del Bisagno a Genova, poter avere questo tempo per metter appunto misure di sicurezza per persone e cose diventa fondamentale, soprattutto in attesa che vengano costruite o terminate le opere strutturali di tutela del territorio.”

Chiediamo inoltre: “Professore, nel suo intervento parlerà anche dell’utilità delle previsioni in ambito civile ed economico, ad esempio le previsioni al servizio dell’agricoltura. Come interagite con il mondo agricolo?

Prof. Ceppi : “Stiamo iniziando ad avere i primi riscontri ed ottenendo importanti risultati soprattutto plasmando le abitudini e il comun pensare in merito all’utilizzo dell’acqua. Occorre per prima cosa differenziare fra nord e sud Italia. Mentre al nord i corsi d’acqua, i laghi e i ghiacciai sono più numerosi e le falde acquifere sono ben meno profonde (e questo comporta anche un minor costo dell’acqua), al sud la situazione è più complicata anche per quanto concerne il tipo di colture: al nord abbiamo molte zone dedite alla coltivazione del granoturco che richiede un turno irriguo di circa 14 giorni, mentre al sud la coltivazione di frutta e ortaggi richiede un turno irriguo assai più frequente .

Attualmente abbiamo in corso un progetto con Consorzio per la Bonifica della Capitanata, in Puglia, dove gli stessi agricoltori hanno modo di vedere i dati forniti dagli strumenti e possono, così, regolare l’irrigazione dei propri appezzamenti.”

Questi dati sono accessibili a tutti?

Prof. Ceppi: “ Sul nostro sito del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambiente fornisce informazioni aggiornate. Naturalmente la concezione delle previsioni, in Italia, va totalmente rivisto, accettando il concetto di probabilità e non di certezza. Occorre cioè accettare il margine seppur sempre più ridotto, di errore.”

Infine il Prof. Ceppi illustrerà la best practice del Lago d’Idro.

Prof. Ceppi : “Esatto, il Lago a confine fra Trentino e Lombardia è un buon esempio di regolazione dell’approvvigionamento di acqua da monte a valle e di uso plurimo della risorsa idrica.”

Ringraziamo il Prof. Ceppi per la disponibilità e la chiarezza.

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