In attesa della tre giorni sul clima in programma durante il “Weekend Metereologico” , evento che si terrà a Vigo di Fassa dal 2 al 4 FEBBRAIO 2018, intervistiamo il dott. Gianluca Tognoni, metereologo e nivologo, fra i massimi esperti italiani in tema di neve e ghiacciai

Il dott. Tognoni interverrà durante la prima giornata del convegno per fare il punto sullo stato attuale del ghiacciaio della Marmolada. Aspettando la conferenza dell’esperto di Meteotrentino, chiediamo al dott. Tognoni qualche anticipazione .

“Quali sono i punti focali su cui verterà il suo intervento ?”

Dott. Tognoni: “Farò il punto sullo stato attuale del più grande ghiacciaio delle Dolomiti, la Marmolada e sul fenomeno di arretramento che sta coinvolgendo molti altri ghiacciai. Purtroppo il trend di riduzione dei ghiacciai sia in termini di superficie sia in termini di spessore è stato confermato e addirittura evidenziato durante l’anno appena trascorso. Durante il 2017 abbiamo avuto una percentuale d’intaccamento doppia rispetto all’anno precedente. Diversi fattori hanno contribuito a decretare l’anno scorso quale annus horriblis per i ghiacciai: molto poca neve, un inverno particolarmente siccitoso ma soprattutto i mesi estivi di giugno e luglio molto caldi. Non essendosi verificate precipitazioni nevose durante l’inverno, non si è formato quello strato (una specie di copertura) che garantisce una protezione della superficie del ghiacciaio. Con una primavera e un’estate così calde, si è andato ad intaccare e a sciogliere lo strato glaciale e non il manto nevoso di copertura. I dati registrati sono stati addirittura peggiori del 2003, anno assai arido ma con una quantità di neve caduta sufficiente a garantire il manto protettivo sopracitato.”

“Questo inizio 2018 sembra però in controtendenza. La neve caduta può invertire questo trend?”

Dott. Tognoni : “Il periodo in cui si sono verificate le prime nevicate, ovvero inizio inverno, è decisamente favorevole, in quanto vi sono maggiori possibilità che divenga ghiaccio. Occorre però un’altra condizione fondamentale affinché questo effetto si verifichi e si crei nuovo ghiaccio: la continuità. La neve per divenire gelo necessita di almeno 3 o 4 anni. Per ora le nevicate che ci sono state, serviranno a garantire il manto protettivo del ghiacciaio durante i mesi più caldi.”

“Attualmente, ci sono degli studi o dei progetti in atto per quanto concerne la Marmolada”

Dott. Tognoni:” Trattandosi del Ghiacciaio più esteso delle Dolomiti, la Marmolada è al centro delle attenzioni di molti ricercatori ed Enti. La Provincia Autonoma di Trento in collaborazione con la SAT e il MUSE, da anni , ha attuato un piano di monitoraggio, con rilevamenti periodici e con un bilancio annuale conclusivo sull’andamento del Ghiacciaio.”

“Quali rimedi, se esistono, possono esser adottati per arrestare l’andamento negativo che coinvolge i nostri ghiacciai?”

Dott. Tognoni: “ Esistono dei sistemi come ad esempio degli speciali teli per proteggere alcune parti  di ghiaccio ma non possono costituire una soluzione sostenibile. La soluzione del problema è da ricercarsi a livello globale, con l’adozione di misure contro il riscaldamento globale. Le buone pratiche dei singoli per la salvaguardia dell’ambiente sono un buon inizio ma naturalmente l’approccio deve essere necessariamente transnazionale.”

“Veniamo ora alla situazione metereologica di questi giorni e all’emergenza valanghe. Come affrontare la montagna in questi casi?”

Dott. Tognoni: “Per affrontare la neve occorre avere le idonee conoscenze ed attrezzature adeguate. Nel caso non si abbia il bagaglio di nozioni necessarie, è d’obbligo affidarsi a personale esperto. Uno strumento essenziale sono, naturalmente, i bollettini metereologici e valanghe per conoscere il grado di pericolo. Il rischio non è mai totalmente eliminabile però coscienza dei singoli e competenze tecniche contribuiscono a ridurlo al minimo.”

“Come mette in guardia anche AINEVA, l’Associazione Interregionale Neve e Valanghe, esistono false convinzioni e credenze in merito alle valanghe nell’opinione comune. Ci può fare un esempio?”

Dott. Tognoni . La più comune consiste nel pensare “c’è poca neve quindi non c’è pericolo”. Ciò non è assolutamente vero, oltre alla quantità della neve occorre vedere la qualità della neve per valutare il rischio valanghe. Oppure si tende a pensare che se ci si trova in zone con scarsissima pendenza si è immuni dal rischio, ma anche questo non è veritiero dato che bisogna guardarsi attorno e vedere se si è circondati da zone con pendenza maggiore del 30%. Inoltre anche coloro che pensano che essendo molto freddo non c’è pericolo valanghe, sono in errore. Ad esempio in inverno, le ore della giornata con temperature meno rigide sono le ore in cui la neve si consolida mentre in primavera è esattamente l’opposto , le ore più fredde sono le più sicure.

Ringraziamo il dott Gianluca Tognoni per la disponibilità e il tempo concessoci.

Intervista a cura di Dolomiti Meteo

Foto della Marmolada realizzata nell’estate 2017 da Davide Vianello.

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